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I videogiochi: classificazione


Il sistema PEGI si basa su icone che indicano l' età minima di utilizzo:

rispettivamente: tre anni e oltre, sette anni e oltre, 12 anni e oltre, 16 anni e oltre e 18 anni e oltre.

L' età minima di utilizzo può essere integrata con i seguenti sei descrittori di contenuto:

 

Discriminazione

Il gioco contiene rappresentazioni di, o materiale che può incoraggiare, discriminazione.
 

Droga

Il gioco si riferisce a o mostra uso di droga.
 

Paura

Il gioco può spaventare od impaurire i bambini.
 

Parolacce

Il gioco contiene parole o frasi sconvenienti.
 

Sesso

Il gioco presenta nudità e/o atti sessuali o riferimenti al sesso.
 

Violenza

Il gioco contiene scene di violenza.

Se da un canto è importante ed auspicabile che siano gli adulti (genitori, fratelli, insegnanti, tutori...) a valutare l' idoneità di un determinato videogioco in base all' età ed alla personalità del giocatore, è pur vero che 'i grandi' difficilmente conoscono i titoli ed i loro contenuti. Il sistema di classificazione serve proprio ad offrire gli strumenti che permettono loro di filtrare prodotti non appropriati.

A parte i contenuti, il fatto stesso di giocare merita degli approfondimenti. Ogni giorno milioni di bambini e ragazzi in tutto il mondo dedicano parte del loro tempo al gioco. Niente di male, ovviamente, ma occorre essere prudenti e cercare di stabilire dei tempi ben precisi per giocare. Un utilizzo eccessivo degli strumenti che permettono di interagire con il videogioco e cioè il monitor, il controller e la tastiera possono creare problemi se utilizzati continuativamente per lunghe sessioni.

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