I Potenziali Rischi
Epilessia Fotosensibile
Epilessia fotosensibile è il nome dato ad una forma di epilessia in cui gli attacchi sono scatenati da luci intermittenti o lampeggianti.
Sia sorgenti di luce naturale che artificiale possono determinare fenomeni di intermittenza e causare attacchi in soggetti predisposti anche se non hanno mai mostrato sintomi in precedenza. La luce riflessa da superfici bagnate, il sole che filtra tra le foglie in un viale alberato percorso in auto, le strobo in discoteca, un neon guasto, per esempio, sono tutte potenziali cause scatenanti anche se la principale indiziata per numerosi attacchi di epilessia fotosensibile sembra essere la televisione ed, in generale, i monitor.
I sintomi più tipici di una sensibilità a questa particolare condizione sono solitamente:
- fissità dello sguardo
- irrigidimento di un arto
- deviazione del capo
- allucinazioni
- svenimenti improvvisi
- convulsioni
Sebbene solo una bassissima percentuale di bambini sia soggetta a questo genere di problemi è meglio essere prudenti e rispettare alcune regole mentre si gioca:
- tenere una buona distanza dal monitor (3 metri circa se si tratta della televisione)
- intervenire sulle funzioni del video riducendo il contrasto delle immagini
- limitare l’uso se il bambino è indisposto o semplicemente stanco
- mantenere nella stanza una buona illuminazione
- assicurarsi che il bambino impegnato davanti al video (sia per studio, lavoro o puro divertimento) faccia frequenti pause
Problemi Muscolo-scheletrici
Il rispetto delle regole appena descritte evita anche che si manifestino problemi di natura muscolo-scheletrica dovuti ad un utilizzo prolungato di controller e joystick.
Coniato nel 1990, il neologismo 'Nintendonite' descrive una serie di disturbi agli arti superiori e soprattutto alle dita causati da un utilizzo eccessivo e prolungato di controllers e joysticks. Se avete mai osservato un bambino giocare ad un videogame, vi sarete potuti rendere conto che i movimenti dei polsi, dei pollici e delle altre dita sono rapidi e ripetitivi. Se non interrotti, i bambini tendono a rimanere ore davanti al loro videogame preferito ed è quindi importante abituarli a limitare il tempo di gioco e, soprattutto, a concedersi frequenti pause.
I sintomi di potenziali disturbi dovuti all' utilizzo prolungato ed indiscriminato dei controllers includono arrossamenti e piccole vesciche, parestesia e gonfiore dei pollici od altre dita. Se trascurati questi sintomi possono evolvere in vere e proprie patologie che interessano i tendini, i nervi ed i legamenti delle mani e dei polsi.
A fronte di ciò occorre quindi rispettare sempre la regola principale: il computer, la televisione e le consoles non sono babysitters di comodo a cui affidare i più piccoli per 'tenerli buoni'; ma semplicemente strumenti che, nella giusta misura, vanno ad integrare le diverse attività dei ragazzi. Se uno di questi strumenti assorbe la maggior parte del loro tempo, resta poco spazio per l' attività fisica, lo studio e la socializzazione.
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